
Stile: Doppelbock (9.A)
IBU: 21
ABV: 7,6%
Bicchiere suggerito: Willibecher
Temperatura di servizio: 10°C
Monaco I 32%
Monaco II 32%
Aromatic 13%
Melanoidin 13%
Pale Crystal 7%
Pale Chocolate 1%
Perle 60′ (21 IBU)
Fermentis W-34/70
L’idea è quella di creare una Doppelbock che non spinga troppo sui malti tostati e che risulti piuttosto morbida. Dopo alcuni esperimenti, comprese due cotte con decozione, la svolta è stata sostituire tutto il malto base pils con monaco I e II. Gli altri malti utilizzati conferiscono un tocco in più di complessità in bocca e il pochissimo Pale Chocolate solo per il colore.
Al naso gli aromi sono di leggero caramello e frutta disidratata (dattero, prugna). In bocca la birra ha un corpo medio e la morbidezza accompagna tutto il sorso, fino al leggero finale amaro.

Lo Stambecco delle Alpi (Capra ibex) è una capra selvatica diffusa su tutto l’arco alpino, ad altitudini comprese tra 500 e 3000 m s.l.m. Le corna sono permanenti, a differenza del palco dei cervi, per esempio. La loro crescita si blocca ogni anno in novembre e tale arresto si evidenzia come un anello ben visibile sul corno. Dal conteggio di tali cerchi si può risalire all’età dell’animale.
L’immagine presente in etichetta raffigura un esemplare maschio che ho fotografato (foto a lato) alcuni anni fa sul Corno Stella, in Alta Val Brembana.
Il nome “stambecco” ha un’etimologia comune con la capra orobica, una razza di capra domestica (Capra hircus) chiamata “becco” dalle popolazioni locali e diventata particolarmente famosa grazie a un allevatore che ne evidenziò il pelo lungo e le corna belle.
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